SOLECHESORGE

venite alle nozze!

Aggiornamento: 15 ott 2020

Siamo tutti invitati ad una festa di nozze. Anzi quasi con un imperativo siamo invitati venite alle nozze, le uniche, le irripetibili, le divine: capita ad ognuno nella propria vita di avere un’occasione, l’occasione di un invito per un evento determinante e capita anche di lasciarlo in secondo piano, lasciarlo sfuggire.

Basterebbe un po’ di attenzione a ciò che ci accade intorno, sapendo essere sentinelle del mattino (isaia) leggendo i segni dei tempi potremmo accorgerci di “Chi” ci sta chiamando, urlando per le strade di ogni mondo, di ogni consesso umano, di ogni ambito: venite!

C’è da sempre un’umanità bisognosa di amore, di samaritana cura (cfr fratelli tutti p. francesco), che implora: rispondere a tale chiamata liberebbe la libertà (s)catenando l’egoismo: ci si sposerebbe con l’umano.

Forse invece di liberare venendo alle nozze preferiamo ordinare ad altri di andare, il famoso detto “vai avanti tu che mi scappa da ridere” sta segnando l’indifferentismo contemporaneo impregnato di saccente relativismo; tutti maestri di politica e anti-politica, di ecologia e cultura dello scarto, di religione e agnosticismo, di morale e immoralità… Tutto e il contrario di tutto sappiamo, insegniamo, pretendiamo.

Quasi che la paura della libertà di amare ci faccia paura, sviluppando attorno “l’inferno è lo stato di chi ha cessato di sperare” a.j. cronin.

Inviando gli altri vestendoli di vesti lacere di corruzione e indifferenza forse non riconosciamo più l’amico nell’uomo, pur mantenendo posizioni di dominio (società occidentale?!) non sappiamo tessere abiti da nozze: non ce la facciamo a far festa con il creato, per noi la festa è lo sballo stordente piuttosto che un ballare cosciente con la vita.

Amico senza abito nuziale, come hai potuto entrare nella vita? Senza nuzialità, cioè gioia della fecondità attraverso l’incontro dell’alterità, non c’è vita.

Ma Gesù, mi chiama ancora amico, mi dà una chance nell’accogliere una vitale possibilità di vita. Mi dà una chance, l’ennesima, l’infinita, l’eterna per accorgermi che è più grande l’amore di ogni lacerata veste. Per prendere da lui la sua amicizia imparo a donare vesti nuziali.

Non voglio sentire più stridore di denti e pianti causati dal mio odio, voglio slegare ogni mano e ogni piede per camminare nella libertà di una realizzata utopia: “l'utopia è all'orizzonte e faccio due passi, essa fa due passi e l'orizzonte corre dieci passi più avanti. Allora, a cosa serve l'utopia? Per questo serve camminare…”. eduardo galeano

Buona domenica.

domenica XXVIII T.O.

dmc 11.10.2020

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo

illumini gli occhi del nostro cuore

per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati. (Cfr. Ef 1,17-18)

Alleluia.

Vangelo

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 22,1-14

In quel tempo, Gesù riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l'abito nuziale. Gli disse: Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore

13 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

salva te stesso