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SOLECHESORGE

vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere

Vediamo. I pastori, primi tra gli uomini a vedere l’avvenimento degli avvenimenti, a vedere l’avvento realizzarsi. Senza “calendario dell’avvento” scopriranno la conoscenza del Signore. La casella del “25” è una grotta tra le grotte, in una notte tra le notti di lavoro-veglia loro, i pastori. Vanno per vedere. Si mettono in cammino per conoscere Dio, rispondendo ad un invito. E lo vedono.


Scoprono la casella vera del senso della vita: non un gadget per sorridere ed avere fortuna, ma un bambino che necessita di cure e sorride lui a chi gli volge lo sguardo. Vedono il sorriso di Dio all’umanità. Vedono il sì di Dio alla loro vita. Vedono il dono di Dio all’umanità: la carne (Gv 1,14). Vedono il dono dei doni: l’amore. Per loro.


Vedono Dio: un bambino, Maria e Giuseppe pienezza della rivelazione. Non un’icona, non una rappresentazione, se si vuole anche sacra, ma una fragile realtà. Dio veste i panni della miseria posto in una mangiatoia (presepe) nella povertà di mezzi e di sostegno se non quello, unico potente, dell’amore di una madre e di un padre. Vedono Dio.


Avviene per i pastori il “loro” Dio. La città della pace non li vuole vedere i pastori, lo star sistem non vuole vedere la rozzezza e non vuole sentire l’odore delle pecore. E Dio si fa vedere a loro! E puzza di pecore. Profumo di mitezza.


Chi vediamo oggi nel giorno di natale? Cosa vediamo? Persone? Volti? O pacchi da scartare e regali da riciclare? O forse, semplicemente ed umilmente, vogliamo vedere il mondo così com’è e crederlo, riferendo a chi incontreremo, casa di Dio e per Dio, che ha scelto l’incongruenza e la stoltezza della bassezza per confondere i sapienti (cfr 1Cor1,27)?


Forse che proprio la conversione del cuore ad accettare il mondo con le sue guerre (da sempre), con i suoi conflitti generazionali (da sempre), con le sue tirannie (da sempre), con i suoi soprusi (da sempre), con i suoi privilegi dei potenti (da sempre) è ciò che ci fa prendere il coraggio di andare senza indugio (abbandonando il gregge, cioè la unica proprietà certa dei pastori) non per assecondarlo, ma per trovare Dio, che ha scelto di abitarlo.


La conversione del nostro cuore (ri)nascendo, quindi, misericordiosi per testimoniare lo stupore di amare proprio questo mondo. Misericordia che sana senza condannare. Che cura senza eliminare. Ed è mitezza. Che profuma di mangiatoia e di letizia. Di greggi e di cammini. Di umanità e di Dio.


La mitezza di Dio venne ad abitare in mezzo a noi (Gv1,14) senza che i suoi l’accolsero (cfr Gv1, 11), per me questo è il sovversivo Dio, nel senso che sovverte logiche di abitudine, si fa vedere ai pastori perché tutti possano vederlo. Dal basso di una grotta a Betlemme.


Vediamo questa gloria del natale?


natale del signore

messa dell’aurora (a)

25.12.2022





Acclamazione al vangelo

Alleluia, alleluia.

Gloria a Dio nel più alto dei cieli

e sulla terra pace agli uomini, che egli ama. (Lc 2,14)

Alleluia.


Vangelo

I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino.


Dal Vangelo secondo Luca

Lc 2,15-20


Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».

Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.

I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.


Parola del Signore.


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