SOLECHESORGE

saranno perdonati …non saranno perdonati

Aggiornamento: 31 mag 2020

Buona domenica di Pentecoste a Tutte e a Tutti, nella speranza di cogliere la luce che lo Spirito Santo dona ai cuori (cfr sequenza), nella speranza di accogliere la venuta dello Spirito Santo che ci dona il perdono. Perdonare dono perfetto, dono più grande, dono superno, il Signore Risorto nel Suo Spirito ci dona la grazia (gratuitamente) di saper donare di più rispetto al mondo: se amate quelli che vi amano che merito ne avete, non fanno così anche i pagani? (Matteo); alita su noi il Suo soffio di vita, identico al primordiale genesiaco soffio per renderci in principio, cioè sempre iniziante sempre cominciante, pace per il mondo.

Principio pasquale. A noi è richiesto di donare il perdono e di accogliere il perdono, perdonando ac-cade la Pentecoste cade il fuoco, perdonando av-viene lo Spirito e soffia il vento impetuoso.

Pentecoste cinquanta giorni di attesa, pentecoste cinquanta giorni di presenza, pentecoste cinquanta giorni di dubbio, pentecoste principio di cinquanta infiniti giorni di seminagione dello Spirito, ognuno li sentiva parlare nella propria lingua, diaspora di comunione. Ora nel fuoco di una casa in fiamme si attualizza la profezia di Isaia “il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutti i popoli; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio”, l’umanità è pronta per ricevere il seme della Gloria, il seme dello Spirito, attraverso la lotta del braccio snudato del Padre. Il Padre lottatore che, attraverso lo Spirito mette in subbuglio con vento impetuoso e terremoto della Croce l’instabile pace di Gerusalemme, istaura l’epoca cambiata in cui noi diveniamo seme di vita pacificata magnificando nel mondo le grandi opere compiute da Dio stesso in noi e negli altri. Così fece Maria di Nazareth che ben comprese il cambio d’epoca e di paradigma avvenuto nel suo grembo e nel suo mondo: annunciando nel Magnificat “ha spiegato (snudato in ebraico) la potenza del suo braccio, ha disperso…” semina gloria. E il bruciante fuoco consumerà il peccato di odio e di antagonismo e sarà fertilizzante per nuova vita. Nello Spirito soffiante scopriamo il vento della rinascita, come Nicodemo che, interdetto, si domandava come fosse possibile rinascere, ora scopriamo che se ci lasciamo violentemente gettare dallo Spirito -il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono (Matteo 11)- rinasciamo divenendo diaspora di comunione in unità di diversità ognunonella propria lingua e non elitario gruppo omologante, caratterizzato dalla fobica chiusura (patente di sanità?) extra ecclesia, e dalla monocultura totalitaristica (prima gli italiani, prima gli…) di un fantomatico mondo scacchiera di dogane e di carceri: più che mai attuale… …e Luca ci ha fatto prendere coscienza che “ogni nazione che è sotto il cielo” riceve lo stesso dono, partecipa, cioè è parte, dell’unico corpo, dell’unico Spirito perdendo ogni umana ingiusta e deplorevole differenziazione Giudei o Greci, schiavi o liberi; cosicché tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito (s. Paolo seconda lettura). Chiuse le porte del luogo dove si trovavano, chiuse le case e chiuse le chiese, tutto soffocante. Aperte le case aperte le chiese e tutto paurosamente imbarazzante ritorna come prima: cosa non è cambiato? Perché ancora il mondo è asfittico? Monolitico? Imbalsamato? Eppure Paolo ci ha detto nella seconda lettura vi sono diverse attività… pur essendo molte, sono un corpo solo. Permane il distanziamento sociale (o fisico?) e l’aria dello Spirito sembra non circoli. Permane il dubbio che l’altro mi faccia male sia il mio male: il non saranno perdonati, questione non giuridica ma responsabilizzante; chi è l’altro per me? nemico o fratello? Forse l’altro mi chiede il martirio del perdono? Forse che l’altro (Gesù stesso Risorto) mi chieda la testimonianza credibile di esserci? anche io mando voi. L’altro mi chiede di essere perdonato ed io chiedo all’altro di perdonarmi, le barriere crollano e av-viene lo Spirito, non si tratta quindi di spazi e distanze misurate, ma di cambiamento di paradigma in cui la reciproca relazione “cade” in un sistema donativo. Testimonianza credibile: martirio. Impermanenza dell’odio per la permanenza della Pace: presenza divina che, continuamente trasformante, fa nuove tutte le cose, manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra abbiamo ripetuto nel Salmo. Ac-cade la Pentecoste. Vieni, datore dei doni (sequenza) e donaci la conversione del cuore. Nasce la Chiesa, nasce la divina vicenda umana.




liturgia della parola Antifona Lo Spirito del Signore ha riempito l'universo, egli che tutto unisce, conosce ogni linguaggio. Alleluia. (Sap 1,7)

Prima Lettura Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare. Dagli Atti degli Apostoli (At 2,1-11) Salmo Responsoriale Dal Sal 103 (104) R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra. Seconda Lettura Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1Cor 12,3b-7.12-13) Sequenza


Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto. O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa. Lava ciò che è sórdido, bagna ciò che è árido, sana ciò che sánguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano i tuoi santi doni. Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna


Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Vieni, Santo Spirito,

riempi i cuori dei tuoi fedeli

e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia.

Vangelo

Come il Padre ha mandato me anch'io mando voi.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-23)

Antifona alla comunione

Tutti furono ripieni di Spirito Santo

e proclamavano le grandi opere di Dio. Alleluia. (At 2,4.11)

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