SOLECHESORGE

perché di essi è il regno dei cieli

Possesso dell’infinito. Illimitato. Eterno. Il regno dei cieli è mio, è tuo, è nostro perché abbiamo abbracciato la povertà, anzi l’abbiamo afferrata, ci siamo incatenati ad essa. E così siamo diventati i “primi” nella graduatoria mondiale della ricchezza: proprietari del regno dei cieli. La ricchezza smisurata che è la povertà. Addirittura famigliari di quest’ultima, sorella povertà la chiamava e la viveva s. Francesco.


Follia. Sì è la follia di Gesù che ostinatamente dal monte della felicità, il monte delle beatitudini ci parla di alternativa. Follia per folli di libertà. Follia della purezza per vite beate. Profezia.


L’altrimenti di Dio rispetto alle ferree regole del mercato, del successo, della carriera, del potere, dell’indifferenza, delle grasse risate degli arroganti, delle maschere del perbenismo e del fare giustizia.


L’alternativa Dio. Il Dio dell’alternativa, dell’altrimenti.


Il mondo per alcuni (pochissimi) è l’unico paese in cui si compete per accaparrarsi quote vitali di risorse continuamente devastando la pace, cercando di possedere distruggono. Possedere l’evanescenza dell’avere, ci dice il salmista, per quanto si paghi il riscatto di una vita, non potrà mai bastare…Quando muore, infatti, con sé non porta nulla né scende con lui la sua gloria. Anche se da vivo benediceva se stesso: Si congratuleranno, perché ti è andata bene. (49,9.18-19) è appunto non portare nulla.


Invece il mondo per l’uomo cercatore di senso è l’unico paese in cui tutto abita e per cui valga la pena di affrontare la sfida quotidiana della scoperta della beatitudine.


Le sirene dicono gridando: forza, dominio, sovranismo, autonomia, menefreghismo. Indifferenza al bisogno dell’altro. C'era un uomo ricco, che era vestito di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente (Lc 16,19). Vorrebbero assicurarti la pienezza della vita, perché hai, all’opposto ti svuotano di ogni umana relazione e diventando mortalmente non-umano.


Invece Gesù parla docilmente di alternative concrete fondate nella carne: dei poveri, dei piangenti nella solitudine, dei miti, degli assetati e affamati di giustizia, dei misericordiosi, dei cordiali con la bellezza, degli operai della pace, dei perseguitati dagli ingiusti, dei diffamati dall’invidia degli avidi.


Quell’uomo Gesù, bestemmiatore secondo il benpensante e formalistico potere, nostro Signore e Maestro e non una mitologica sirena, ancora oggi ci invita a scegliere la gioia, che passa necessariamente dalla lotta ostinata per attivare processi di “compassione”. Quella proprio di Dio: la misericordia che fa fremere le viscere perché l’altro mi interessa, non mi è indifferente.


Vivo perché lui/lei vive.


tutti i santi

01.11.2022

Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. (Mt 11,28) Alleluia.

Vangelo

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 5,1-12a In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». Parola del Signore.


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