SOLECHESORGE

per metterlo alla prova


Cercare Dio per ostacolarlo nell’amore. Alcuni farisei -cioè ogni sedicente credente che pratica la religione per il rispetto della norma, dando a quest’ultima priorità assoluta rispetto la dignità della persona- si avvicinavano a Gesù per metterlo alla prova non interessa l’uomo e la sua umanità. Non ti interessa la donna che hai davanti a te nella sua umanità, nel tuo giudicare ti interessa il giudizio. Perversione.


Invece a Dio creatore, nel giardino di Eden, interessava ritrovare il volto e la voce di Adam per poter tornare in relazione con lui. Non interessava l’errore interessava rientrare in un dialogo.


Mi chiedo è più necessaria la legge per poter amministrare l’ingiustizia di una condanna o è più umano, quindi divino, l’ascolto di una sofferenza? Dio ascolta la sofferenza e cerca, con la libertà dell’uomo, di conciliare una soluzione. Cerca la soluzione che reintegra, che unisce. Satana all’opposto si oppone ed insinua la legge della divisione, della distruzione.


Gesù viene interrogato dalla religione e risponde con la fede del Figlio e non con i precetti di Mosè. Non cerca divisione ma integrazione: recupero del dialogo iniziale di Eden, in cui l’uomo e la donna, uniti nel momento creativo, paradossalmente rimangono uniti anche nella loro caduta. Il diavolo (colui che divide, che getta lontano, allontana da) che li volle allontanare da Dio, non riuscì, ancora paradossalmente, a separarli nel loro dolore. Gesù tiene insieme questo dolore.


Risponderà agli inquisitori: che cosa vi ha ordinato Mosè? come a voler sottolineare una distanza (e c’è) tra la legge data dagli uomini agli uomini, per il loro gestire il potere di condanna e l’amore dato da Dio agli uomini, per il loro vivere l’amore sempre. Amore dato per ogni realtà relazionale per gestire il perdono che sempre riabilita.


Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma: Mosè scrisse la norma, mentre Dio cercava la comunione. L’uomo scrisse la legge mentre Dio si comprometteva con il peccato dell’uomo e così salvando la donna la legge veniva condannata.


Gli apostoli stessi non capivano. La chiesa (non) capisce.


Qual è la nostra attualizzazione nell’applicare le antiche norme? Quale durezza del cuore ancora abbiamo nel giudicare la rottura dei rapporti interpersonali e coniugali? Questi eventi sono letti come disprezzo della fragilità umana ma rispettosi di antiche norme o, illuminati con la Parola di Gesù che è sempre novità di vita, divengono luoghi di evangelizzazione, cioè di salvezza?


Che il cuore si frantumi e Gesù educhi a diventare bambini.


Il mondo sottosopra: i bambini sono i giudici della vita.


Mettiamoci alla prova. Per dignità.


Buona domenica.

domenica XXVII - anno B

dmc 03.10.2021

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. (1Gv 4,12)

Alleluia.

Vangelo

L'uomo non divida quello che Dio ha congiunto.

Dal Vangelo secondo Marco Mc 10,2-16

In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».

Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Che cosa vi ha ordinato Mosè? [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto».

A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.


Parola del Signore.






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