SOLECHESORGE

non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno

Una vita senza preghiera, una vita senza mettersi in relazione, una vita senza rispetto, una vita senza ascolto. Una vita senza. Quella del giudice. Non temeva, né aveva riguardo. Non aveva la fede, non frequentava alcuna relazione. Non pregava.


La questione è seria. Andrebbe innanzitutto sgomberato il campo dalla pretesa che la preghiera stia esaustivamente nella verbosità del ripetere. Luca scrive invece che è una necessità permanente, che ha a che fare con la volontà determinata di non mollare mai. Una volontà che, proprio perché è continuamente in preghiera, “non fa il male”. Non desiste, non crolla. Costruisce all’inverso il senso dello stare dentro. E questo lo vive una vedova.


La vedova, incarna per noi oggi, la ricerca di una fedeltà ad un progetto di vita purificato dall’ingiustizia. La vedova non ha più nulla, ma cerca e spera ancora nell’umanità. Altrimenti detto: fede. Il paradosso è che lei lo chieda ad un giudice ingiusto e menefreghista! Lei prega importunando ed infastidendo, non sta facendo il male, cerca ostinatamente il bene della giustizia. Il giudice senza umanità, disumano, smetterà la sua indifferenza è diverrà giusto.


Lei, vedova, sola e non soggetto di diritto secondo la legge del tempo, diremmo senza santi in paradiso, sa scuotere la coscienza di un “cattivo”. La sua insistenza mostra la fede nell’uomo. Mostra la fede al nonostante tutto dell’indifferente giudice. Il giudice che non aveva riguardo per alcuno, era un non-uomo, era privo di relazioni, di affetto. Ma ascoltando l’importunante si converte. Ascolta, obbedisce ad una legge del cuore: misericordia. E fa giustizia. E fa il bene.


Opportunità data alla volontà. Di gridare. La volontà per dire: “ho bisogno”.


La preghiera allora avrebbe nel suo dna il divenire perpetuo lotta continua. Giorno e notte. Nella lotta dimora la fedeverso l’altro andava da lui. Nel desiderio di soluzione fammi giustizia contro il mio avversario dimora la speranza di essere curato: anche da chi d’acchito sembra non ascolti, non guardi, non si curi.


La vedova quando avrà ottenuto giustizia farà il miracolo della fede: convertirà il cuore del giudice. Non abbandonarci alla tentazione di mollare, Signore stai accanto a me, mentre urlo, mentre piango, mentre chiedo all’umanità di condividere senso nell’ingiustizia subita. Come il grido assordante che sale dai lager e dai gulag di tutto il mondo e di tutte le epoche: dove sei Dio? «In un luogo come questo vengono meno le parole, in fondo può restare soltanto uno sbigottito silenzio – un silenzio che è un interiore grido verso Dio: perché, Signore, hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto questo? È in questo atteggiamento di silenzio che ci inchiniamo profondamente nel nostro intimo davanti alla innumerevole schiera di coloro che qui sofferto e sono stati messi a morte; questo silenzio, tuttavia, diventa poi domanda alta voce di perdono e di riconciliazione, grido al Dio vivente di non permettere più una simile cosa». (Benedetto XVI al campo di sterminio di Auschwitz).


Giorno e notte a scandagliare il silenzio di Dio che diverrà prontamente giustizia. Giorno e notte tempo della quotidianità, tempo in cui Gesù venendo troverà uomini e donne impegnati a consolidare il regno. La fede paradigma dell’esserci.


“La mia vita è diventata un colloquio ininterrotto con te, mio Dio, un unico grande colloquio. A volte, quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla tua terra, i miei occhi rivolti al cielo, le lacrime mi scorrono sulla faccia, le lacrime che sgorgano da una profonda emozione e riconoscenza” (E. Hillesum) .


Gesù troverà noi a bussare alle porte della giustizia per colmarne l’assenza su questa terra?



XXIX domenica del tempo ordinario

16.10.2022



Alleluia, alleluia. La parola di Dio è viva ed efficace,

discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. (Cf. Eb 4,12) Alleluia.

Vangelo Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

Dal Vangelo secondo Luca Lc 18,1-8 In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore.




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