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SOLECHESORGE

non si accorsero di nulla

Stare nel tempo con il cuore desto. O stare nel tempo con il cuore sopito, incrostato? Magari occupato di seguire on-line e social i luttuosi eventi del mondo? O, peggio, illudendo le nostre libere coscienze che tutto ciò che è in rete è vero e va seguito. Intanto il diluvio arriva.


Stare nel tempo e accorgersi degli istanti del banale quotidiano in cui la silenziosa Presenza è presente. Mangiare e bere -lo facciamo tutti- la questione è in che modo mangiamo e beviamo: nella dimensione della condivisione e della riconoscenza o dell’indifferenza e dell’avarizia? Non si accorsero di nulla. Intanto il diluvio arriva.


Sposarsi -lo facciamo tutti- ma in un’ottica di generatività, e vale per ogni uomo e donna anche per i celibi, o nella sterilità di una funzionalità biologica tanto per conservare l’umana specie? Non si accorsero di nulla. Intanto il diluvio arriva.


Accorgersi o non accorgersi della vita vivente. La libertà posta davanti a sé stessa. Liberi di essere presenti. Presenti a cosa? Presenti a chi? Presenti alla Presenza. Presenti all’Emmanuele che cammina nelle nostre strade, abita le nostre case, dimora nei tabernacoli dei nostri cuori. Intanto il diluvio arriva.


Questo fa la differenza. Attendere ed accogliere l’Emmanuele che abita il nostro quotidiano. Come nei giorni di Noè.Attendere trasfigurando il diluvio in opportunità di salvezza. Custodi e cultori dell’arca: la Parola di Dio, la sua Presenza nella vita.


Noè si accorse della Presenza mentre anch’egli mangiava e beveva e mentre era sposato, la differenza la fece costruendo l’arca accogliendo pertanto la Parola che salva, la Parola che nutre, la Parola che disseta, la Parola che genera vita.


Noè seppe custodire e seppe divenire cultore del dono del creato, quindi comprendendo il senso eterno della sua propria vita rendendola alternativa al diluvio che venne. L’altrimenti di Dio nel quotidiano.


Lo fu per Noè, lo fu per l’epoca in cui Gesù annunciava questo vangelo, venne il diluvio sui discepoli, sugli apostoli, su l’Israele storico, sul tempio e credettero nella speranza contro ogni speranza (cfr Rm 4,18), nella potenza della fede trasfigurano ogni diluvio abbattuto in luogo per germinare la pace. Lo fu per Noè, lo fu per tutti loro e per noi oggi?


Ecco l’alternativa, il paradigma della conversione: accorgersi che mentre mangiamo, mentre beviamo, mentre ci sposiamo abbiamo avanti a noi l’alternativa di Dio. Lo sguardo altrimenti. “Così vengono le nostro pazienze, in ranghi serrati o in fila indiana, e dimenticano sempre di dirci che sono il martirio preparato per noi.” (M. Delbrel)


Spalancare gli occhi del cuore e accorgersi che Dio è nel quotidiano. L’attesa si fa compagnia fedele.




I domenica di avvento (c)

27.11.2022


Alleluia, alleluia. Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza. (Sal 84,8) Alleluia.


Vangelo

Vegliate, per essere pronti al suo arrivo.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 24,37-44 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Parola del Signore.



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