SOLECHESORGE

i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio

Aggiornamento: 26 set 2020

Che schiaffo! Questo regno che cerchiamo con cura, caparbietà, costanza e integrità (vorremmo) morale di costruire è abitato da subito da chi non potrebbe -secondo i benpensanti- e dovrebbe starsene fuori: prostitute e pubblicani.

Indicati nella parabola come coloro che addirittura non lavorano nella vigna (ricordiamo i lavoratori del vangelo di domenica scorsa?) ci passano avanti! Ma scusa Signore, padrone della vigna, che merito hanno i pubblicani e le prostitute?

Domanda di ribellione e di ricerca. Perché loro e io no?

Forse che io abbia ridotto, con il mio ben-pensare, il regno dei cieli da habitat “per voi e per tutti” (preghiera consacratoria) a non-luogo (in)abitato solo da chi la pensa come me e mostra al mondo la maschera del giusto?

Le tue vie Dio per insegnarmi la misericordia, quanto sono vaste…

Allora oggi ancora mi cerchi attraverso la parabola per indicarmi (Torah) la necessità filiale, due figli, di condividere con un uomo-padre-signore (Dio è questa meraviglia umana) la ricchezza operosa di lavorare nella vigna; mi indichi la bellezza del lavorare con Te per far sì che il raccolto lo godano altri. La gioia sta nel dis-interesse del guadagnare il tuo lavoro.

Allora oggi ancora mi cerchi e mi ordini di andare va’ a lavorare nella vigna come figlio erede di un lavoro e non di un merito: erede del lavoro di misericordia.

La vigna immagine preminente nella cultura ebraica di dimora possesso e amore del Signore è la casa di Israele (isaia 5,7), è luogo del lavoro di Dio pianterò una vigna, luogo del lavoro dei patriarchi, luogo della gioia (cfr geremia 31,5), luogo dell’abbondanza profetica, luogo della speranza d’Israele, luogo del dolore di Nabot, del rifiuto di un figlio, dell’usurpazione dei vignaioli assassini e dell’assassinio del Figlio (cfr parabole evangeliche); la vigna diviene oggi per me il luogo della scelta: incontrare o rifiutare la prassi di pedagogica misericordia.

Quale dei due figli voglio essere per saper scegliere di abitare il regno adesso con le prostitute e i pubblicani, cioè abitare la illogica logica d’amore incommensurabilmente inclusiva?, perché questa è la volontà del padre mio che nulla vada perduto di quanto egli mi ha dato (giovanni 6,39).

Figlio indolente e neghittoso, non ne ho voglia, negativo nella relazione ma capace di cambiare, si pentì, o figlio ossequioso ed ossequiante, pronto a dire sempre e subito , ma col cuore pieno di rifiuto, cultura scartante…

Il primo figlio scontroso, ribelle e svogliato ha voglia di volubilità: vi andò.

Il secondo ha una ferrea volontà nell’essere solo se stesso, solo. Regista dell’attore di se stesso.

Un figlio peccatore negligente ma che sa credere all’ordine va’ nella vigna dell’uomo-padre-signore e, come le prostitute e i pubblicani che credettero alla giustizia, sa credere all’amare giusto.

Un figlio negligente peccatore che vive una fede nella contraddittorietà e nella incongruenza diviene, per e nella sapienza di Dio, la vigna del perdono d’amore; in cui anche chi non vi ha lavorato o “peggio” ha lavorato nel peccato beva il frutto della gioia nel regno di Dio.

Voglio essere con Te, Amica e Amico, cercatrice e cercatore del regno, capace di dire no per vivere il della conversione che salva.



domenica XXVI T.O.

dmc 27.09.2020

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,

e io le conosco ed esse mi seguono. (Gv 10,27)

Alleluia.

Vangelo

Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21,28-32)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore

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