SOLECHESORGE

Essi però dubitarono.

Il miracolo, Gesù ci fa ritornare dove tutto è cominciato e dove tutto sembra essere finito.

Sembra, appunto, ma,

con la Sua misericordiosa

ostinata pedagogica redentrice forza,

ci vuole consegnare la Sua Chiesa,

ci vuole consegnare la vicenda umana.


Lui il miracolo, Lui Dio ucciso, Lui Uomo Risorto, Lui ha fede in loro, in noi, in me e se ne va.

Con nulla a Suo credito.

Con niente.

Lui se ne va, perché vuole che io stia.

Lui lo vuole imperativamente -andate in tutto il mondo-,

vuole che io stia nell’oggi del mondo di oggi.


Che io stia attualmente,

che io stia nell’attuale tempo presente della vita.


Che io stia a costruire ponti,

a illuminare cuori,

a sanare malati,

a perdonare,

a frequentare prostitute (ultimi sempre sfruttati e abusati) e pubblicani (corrotti).


Che io stia ad abitare le galilee città dei crocicchi (incontri nord/sud est/ovest),

degli incroci di culture e di diversità,

degli s-vincoli (togliere catene) di potere,

degli s-nodi (slegare) di oppressione.


Che io stia ad abbattere muri contenitivi e oscuranti abusi, a s-doganare (togliere barriere) di sperequazione, a s-carcerare (liberare) il bene per carcerare la mafia (universalmente realtà di clientelaristico sopruso).


Lui se ne va perché vuole che io stia a guardare oltre, per essere pieno vita,

perché abbiate la vita in abbondanza,

e perché con un pieno di vita possa addiscepolare (questo il verbo usato da Matteo),

cioè rendere liberi tutti i popoli,

come Lui ha fatto.


Lui se ne va perché noi stessimo.

E dubitiamo.


ascensione del signore

24.05.2020

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