SOLECHESORGE

ESSI però DUBITARONO

Parto e partiamo Amiche e Amici, oggi, da un dubbio! Ed è evangelico!


Il Signore stette con loro, in quei giorni pasquali di resurrezione (giardino del sepolcro, cenacolo, emmaus, lago di tiberiade) e loro dubitarono; è stato con noi in questi innumerevoli giorni di pandemia, e noi dubitiamo.


Abbiamo riaperto le chiese, siamo tornati a celebrare le s. messe, avremmo l’opportunità di uno sguardo nuovo, avremmo l’opportunità di una conversione eppure a noi interessano di più: candele da accendere, tovaglie sbagliate (“quelle di natale” invece di “quelle di pasqua”), il “mio” posto diverso in chiesa (non ci sono le sedie e i posti sono ridotti), “quella/o vicino sarà contagioso?”, “ma la comunione in mano è sicura?” e via via perdendoci nelle galilee delle abitudinarie quisquiglie.

Quasi sia più importante l’impegno del fare meccanicamente che il pegno dell’essere vivi spiritualmente. Ma questo è un dubbio scespiriano (per usare un po’ l’italiano) e non il dubbio posto dal vangelo: credo in Lui Gesù Cristo, Morto Risorto e Asceso, Uomo e Dio, Signore dei vivi e dei morti, sì o no?


Gesù indicò ai suoi di tornare in Galilea, cioè nel luogo dove tutto cominciò, dove l’evangelista Giovanni addirittura indica l'ora dell’incontro “le quattro del pomeriggio”, dove l’avventura della Sua sequela, sequela di un uomo prodigioso e carismatico, significò l’abbandono di molte realtà: la barca e le reti (il lavoro), il banco delle imposte (Levi/Matteo, la corruzione), la famiglia (Zebedeo, gli affetti), la città (Cafarnao, le relazioni storicizzate); Galilea, insomma dove l’avventura segnò tutto.


Tutto, eppure tutto in quella Pasqua dell’anno 30 finì, fughe, tradimenti, suicidi, chiusure, paure; e tutto ricominciò: sì, Lui venne, si fece vedere, toccare, abbracciare, mangiò, condivise pesci e pani, sembrava che qualcosa riprendesse senso; ma ora qui in Galilea, sul monte dell’incontro, sul monte della trasfigurazione, sul monte delle beatitudini, li sta lasciando, ascende, se ne va…


Tutto in quell’anno 2020 tutto era finito: niente candelora, niente ceneri, niente palme, in quella Pasqua dell’anno 2020 niente oli santi, niente “sepolcri”, niente via crucis, niente fuoco, niente acqua lustrale, niente…tutto era finito. Niente.


E qui il miracolo, Gesù li/ci fa ritornare dove tutto è cominciato e dove tutto sembra essere finito. Sembra, appunto, ma, con la Sua misericordiosa ostinata pedagogica redentrice forza, ci vuole consegnare la Sua Chiesa, ci vuole consegnare la vicenda umana.


Ce la vuole consegnare in modalità “inizio nuovo”, sempre inizio sempre nuovo, insomma in modalità evangelica. Ce la vuole consegnare e ce la consegna nonostante scivolammo sulla buccia di banana l’infedeltà, nonostante scivoliamo con/su/per/ne il dubbio.


Ostinata fede, la Sua.


Lui il miracolo, Lui Dio ucciso, Lui Uomo Risorto, Lui ha fede in loro, in noi, in me e se ne va.

Con nulla a Suo credito. Con niente.


Lui se ne va, perché vuole che io stia.


Lui lo vuole imperativamente -andate in tutto il mondo-, vuole che io stia nell’oggi del mondo di oggi.


Che io stia attualmente, che io stia nell’attuale tempo presente della vita.


Che io stia a costruire ponti, a illuminare cuori, a sanare malati, a perdonare, a frequentare prostitute (ultimi sempre sfruttati e abusati) e pubblicani (corrotti).

Che io stia ad abitare le galilee città dei crocicchi (incontri nord/sud est/ovest), degli incroci di culture e di diversità, degli s-vincoli (togliere catene) di potere, degli s-nodi (slegare) di oppressione.


Che io stia ad abbattere muri contenitivi e oscuranti abusi, a s-doganare (togliere barriere) di sperequazione, a s-carcerare (liberare) il bene per carcerare la mafia (universalmente realtà di clientelaristico sopruso).


Gesù si avvicinò e disse loro: “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli”…


Lui se ne va perché vuole che io stia a guardare oltre, per essere pieno vita, perché abbiate la vita in abbondanza, e perché con un pieno di vita possa addiscepolare (questo il verbo usato da Matteo), cioè rendere liberi tutti i popoli, come Lui ha fatto.


Come Lui sta facendo con noi, nonostante le fragilità e il peccato, vorrebbe che noi stessimo per addiscepolare, per rendere (restituire) agli uomini e alle donne un pensiero libero: questo è difficile, più di tutto quello già detto. Monica, la “mia compagna” nelle lotte degli anni in Caritas Italiana, scrive “pensare è difficile” ed esorta “aprite spazi di pensiero” ed aggiungo, apriamo tempi di pensiero.

Spazi e tempi di pensiero pregato. Testimoni per noi: Paolo VI (corresponsabilità), Giovanni Paolo II (abbattimento assolutismi ideologici), Teresa di Calcutta (spazio vitale agli esclusi), Ignazio di Loyola (discernimento critico), Francesco (la preghiera nelle stigmate del creato), papa Francesco (la bellezza nella diversità), Franz Jagerstatter (oppositore del nazismo); loro furono e sono addiscepolati nella libertà di pensiero e addiscepolatori nella preghiera di libertà.


Questo è davvero difficile, perché mi inchioda, molto più del lockdown, a dover stare con me stesso, con la mia coscienza che preferisce il mafioso status quo, piuttosto che volare alto per stare in un cielo in cui mi accorgo che la terra, abitata dall’unica famiglia umana, non ha confini, che riverbera l’unico sole, che riluce l’unica luna, che i mari sono un unico mare, che i fiumi sono un'unica sorgente riversante in un unico mare. Che in questa unicità c’è la molteplicità del pensiero umano. Beata Babele.

Lui se ne va perché noi stessimo.


Lui se ne va perché noi siamo, con Lui in noi, ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo, per sempre.


Buona domenica dell’Ascensione.


Antifona

Uomini di Galilea, perché fissate nel cielo lo sguardo?

Come l'avete visto salire al cielo, così il Signore ritornerà. Alleluia. (At 1,11)

Prima Lettura

Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli Atti degli Apostoli (At 1,1-11)

Salmo Responsoriale

Dal Sal 46 (47)

R. Ascende il Signore tra canti di gioia.

Seconda Lettura

Lo fece sedere alla sua destra nei cieli. Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (Ef 1,17-23)

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.

Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. (Mt 28,19a.20b)

Alleluia.

Vangelo

A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,16-20)

Antifona alla comunione

Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo. Alleluia. (Mt 28,20)

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