SOLECHESORGE

ecco Signore io do la metà di ciò che possiedo ai poveri

Uno sconvolgimento della quotidianità. Un ricco e peccatore manifesto dà metà di ciò che possiede ai poveri.


Oggi il piccolo Zacchèo, il suo nome allude alla purezza eppure è un uomo imperdonabile, insalvabile, impuro, né combina troppe: truffatore, collaborazionista, taglieggiatore, capo di ladri, ricco di quella ricchezza avida e insaziabile (Lc lo definisce in modo unico arcipubblicano) quindi per tutto ciò, secondo la Legge d’Israele e secondo le leggi dei più comuni diritti, è un reo ingiustificabile disgraziato e quindi non graziabile.


Nessun tribunale umano potrebbe, “dovrebbe” assolverlo!


Invece… invece oggi abbiamo difronte la terza delle quattro pagine in cui Lc racconta la salvezza in azione: nella grotta a Betlemme per gli impuri pastori, nella sinagoga a Nazaret per l’infedele religiosità, qui a Gerico per il peccatore manifesto, sul Calvario per il condannato malfattore. Oggi abbiamo difronte una delle pagine più intense di misericordia di tutto il vangelo.


Oggi non una parabola ma un incontro tra due uomini, Zacchèo e Gesù, che fanno uno per l’altro scambievolmente esperienza di amore. Concreta.


Oggi per Zacchèo che quel giorno a Gerico (Gerico significa profumo) cercava di vedere chi era Gesù e oggi per noi cercatori di Dio, ancora una volta, ci è donata immeritevolmente la possibilità di salire su di un albero per cercare di vedere Gesù. Vedere passare un uomo Gesù e comprenderlo Dio. Il profumo della bellezza.


Oggi Gesù alza lo sguardo, dal basso all’alto, lui piccolo Dio a terra, coi piedi per terra, ti vede, ti chiama, ti dice scendi subito per tornare ad essere piccolo, a terra come lui, e ti dice che “devefermarsi a casa tua. Dio “costretto” a fermarsi per amarti, perché sei sua immagine somigliante: semplicemente umano. Sei il suo Adam.


Ma Zacchèo, tu non sei puro?!


È entrato in casa di un peccatore! borbottavano i farisei, avevano davanti ai loro occhi la tenerezza di Dio che entra nella casa, nel cuore, nella storia personale del peccatore, senza condannarlo: non la vedevano. Ciechi.


Oggi ai farisei, tutti coloro che scelgono l’osservanza di norme umane credendosi meritevoli del giudizio buono di Dio, è data la manifestazione che il giudizio buono di Dio è il perdono dell’imperdonabile arcipubblicano, senza meriti. E non la vedono. Non la vediamo.


L’arcipubblicano e ricco Zacchèo, la vede, anzi la sente operativa nella sua carne e la rende lui stesso manifesta do la metà di ciò che possiedo ai poveri: sceglie la condivisione al furto, l’elemosina all’accumulo, la resurrezione -alzatosi- al puzzo mortifero della ricchezza. Oggi vede lo sguardo di Gesù penetrare la sua personale storia, accogliendo in casa chi l’ha chiamato a scendere tra gli uomini si trova accolto. Amato. Perdonato. Giustificato. Risorto.


E finalmente lui ricco e “arcipeccatore” vede chi abita intorno a sé: i poveri. La sua visione diviene la visione di Dio sul mondo. Non è più cieco e vede la misericordia. Diviene misericordia e vede la vita di relazione come Gesù ha fatto con lui: a partire dal basso tra gli ultimi.



domenica XXXI del tempo ordinario (c)

30.10.2022


Alleluia, alleluia. Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito; chiunque crede in lui ha la vita eterna. (Gv 3,16) Alleluia.


Vangelo Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.


Dal Vangelo secondo Luca Lc 19,1-10 In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Parola del Signore.




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