SOLECHESORGE

e sarai beato perché non hanno da ricambiarti

La beatitudine è la libertà di non aver il contraccambio. Beatitudine evangelica.


Non aver nulla da mercanteggiare al banco degli investimenti se non il Cristo. La sua pienezza, la sua gloria che sta “all’ultimo posto” è l’investimento sicuro per costruire la pace.


Il rovescio di Dio. Non il trionfo per la conquista di nuovi territori (con il massacro e la morte di umani e la distruzione di porzioni di creato), non i primi divani (così Lc nel testo greco), non i primi seggi, ma la consapevolezza che tra gli ultimi ci sta Dio. Cristo, il rimpiccolito Dio (s. Bonaventura), dimora nelle periferie. Dio dimora tra gli ultimi.


Storia sempre capovolta. La sua croce fuori le mura della città santa! E ciò che era fuori divenne centro.


Storia capovolta: indubbiamente, chi tra noi ad un suntuoso pranzo eviterebbe di invitare amici, fratelli, parenti e i ricchi vicini? Non scherziamo. Il vangelo è una bella storia per creduloni. Noi i poveri, gli storpi, gli zoppi e i ciechi li lasciamo nel loro brodo, fuori dalla nostra porta. Fuori dai nostri porti. Fuori dalle nostre economie. Fuori dal nostro sguardo (vedi Lazzaro e epulone). Fuori dalle nostre curie. Fuori dalle nostre parrocchie.


Cerchiamo la felicità nel possedere la gloria del mondo, cerchiamo gli applausi, i followers e non troviamo l’a tu per tu. L’io gonfio di se medesimo. Cerchiamo il riconoscimento pubblico e abbiamo paura del prossimo. Manteniamo distanze di “sicurezza” e perdiamo l’abbraccio con l’umanità.


Quel sabato Gesù entrò in una casa del potere, dello sfarzo e della cultura religiosa. Entrò per la porta stretta del giudizio stavano ad osservarlo e celebrò il pranzo della guarigione. Prese per mano un idropico, un obeso, e lo guarì. In casa di uno dei capi dei farisei, di sabato (cioè il giorno dedicato alla preghiera del pio osservante) Gesù prega salvando.


Dio nel primo sabato della creazione salvò Adamo ed Eva. Fu la prima beatitudine della storia della salvezza. Loro nascosti e paurosi, furono incontrati e protetti da vestiti confezionati da Dio e messi addosso da Dio in persona. La preghiera pregata da Dio è toccare l’uomo. La preghiera pregata dall’uomo è lascarsi toccare da Dio. Lasciarsi vestire da Dio.


Quel sabato Gesù fece accadere ancora una volta quest’incontro tra peccato (idropico) e grazia (Dio che ti tocca), tra peccatori (presenzialisti formali) e la prossimità di Dio (all’ultimo posto): insegnò che lui stesso è eccentrico, fuori dal centro.


Non era al tempio, centralità del culto, era in una casa, centralità delle relazioni intime ed affettive, a dirci che lui è lì per trasfigurare le nostre dinamiche personali, familiari e sociali: fai entrare in casa tua quelli buttati fuori dagli altri, quelli che gli altri non vogliono, non amano, non vedono. Costruisci la beatitudine della pace.


Gli ultimi falli entrare e mettili al primo posto, vedrai il tabernacolo del Signore.


Lui stesso è stato l’Ultimo. Il tapino della creazione. Il creatore tapinizzò se stesso. Da brividi…


…falli entrare celebrerai l’Eucarestia in sua presenza.


Ti ricambierà la gioia.



XXII domenica del tempo ordinario

dmc 28.08.2022


Alleluia, alleluia. Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,

e imparate da me, che sono mite e umile di cuore. (Mt 11,29ab) Alleluia.


Vangelo Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.

Dal Vangelo secondo Luca Lc 14,1.7-14 Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Parola del Signore.


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