SOLECHESORGE

di' a noi il tuo parere

Aggiornamento: 19 ott 2020

Di’ il tuo parere Signore, come risolviamo la complessa situazione politico-economica globale?

Di’ a noi come risolvere la universale questione della tassazione?

Di’, Signore, come possiamo comportarci perché il mondo sia migliore?

Questioni politico-religiose consolidate nei secoli frutto di collusioni e di complicità, continuamente travestite d’ingenuità come se non sapessimo più vivere e risolvere e avessimo sempre bisogno di una guida (cieca) per ri-indirizzarci, “uomo forte?”: truffa in radice, finzione scenica, dibattito complesso per confondere i semplici, menzogna per richiedere ad altri il mondo migliore, per richiedere a Dio stesso la magica e quanto mai satanica soluzione per ciò che non funziona dopo che io uomo ho “creato” la crisi, ho sviluppato la corruttela, ho impiantato la banalità del male (hannah arendt)…

Farisei (religione) ed erodiani (politica) in perenne conflitto tra loro (uomo contro società e società contro l’uomo homo homini lupus diceva hobbes) fingono di chiedere a Dio la risoluzione delle questioni emergenti (?) è lecito o no pagare il tributo a Cesare -emancipazione donna, aborto, omofobia, divorzio, eutanasia, fecondazione artificiale, libertà di culto, ecologia, democrazia…-, che evidentemente emergenti non sono: da sempre accompagnano l’umanità nei suoi punti interrogativi.

Ed è evidente anche che si fanno sterili ed accesi dibattiti e nulla si vuole cambiare, così con grottesca prassi i farisei e gli erodiani chiedono al rabbi di galilea la giusta liceità di pagare una tassa, instillando perversità già nella domanda stessa: a qualsivoglia risposta -sì no- risulta una compromissione di partigianeria con il risultato di condanna per vilipendio dalla opposta parte.

Gesù, il rabbi vero, non ci sta e risponde non sulla giustizia di liceità ma sulla necessità di restituire, il verso usato, -restituisci a Cesare ciò che e di Cesare e a Dio ciò che è di Dio-: restituzione come dimensione necessaria per riconoscere vicendevolmente, nei differenti ambiti sociali e personali, il dono e la riconoscenza; restituisci a Cesare ciò che gli è proprio: la cura della città, polis politica, città dell’uomo e città per l’uomo; restituisci a Dio la sua stessa immagine: l’incarnata umanità, fragile, differente, diversa. Umanità eternamente unica, creata per procreare, generata nella misericordia per generare misericordia, peccatrice graziata, amante amorevole, vivente nella morte.

Dio in Gesù ci chiede di riconsegnare la universale consegna genesiaca, nella sua somiglianza lo somigliamo nella cura e custodia di ciò che ci è donato: adam, uomo della terra, sintesi simbolica del tutto vivente.

Il maestro ce lo sta “insegnando” da più di venti capitoli del vangelo di matteo e ancora gli chiediamo il parere su una situazione amministrativa, ridicolizzando e riducendo la vita dell’uomo ad una mera questione tributaria….

Maestro ci hai fatto fare un umanizzante percorso tra parabole, discorsi, beatitudini, segni, miracoli, allegorie, chiamate, conversioni, perdoni eppure siamo ancora qui a chiederti il parere sulla liceità di pagare le tasse, come se ti chiedessimo la divina autorizzazione all’evasione fiscale!

Non volgiamo lo sguardo sulla necessità di una fraterna socialità ed appartati, isolati, unità autonome come monadi (leibniz) imploriamo l’indifferenza al bisogno dell’uomo: dis-umanizzazione.

Non farci tenere consiglio per processarti e farti togliere dall’orizzonte umano, insegnaci ancora una volta a essere umani. Restituiamo l’umanità all’uomo e la fraternità alla socialità. Il tuo parere.

domenica XXIX T.O.

dmc 18.10.20

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Risplendete come astri nel mondo,

tenendo salda la parola di vita.(Fil 2,15d.16a)

Alleluia.

Vangelo

Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 22,15-21

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore

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