SOLECHESORGE

così com’era sulla barca

Aggiornamento: 20 giu 2021


Accogliere Gesù così com’era, così com’è, nella sua stanchezza, nella sua fragilità, nella sua umanità. Era stanco quel giorno e non ebbe altro desiderio che andare oltre, per continuare a liberare gli oppressi. Ma era stanco e si addormentò.


Un dio addormentato, il dio stanco, il dio umano. E quanto ci da fastidio. L’impotenza di dio, la fragilità di dio quanto ci spaventa. “Meglio” sempre meglio un dio iroso e irato che distrugga il creato e l’opera più bella della sua creazione: l’uomo.


Ma Gesù, da figlio dell’uomo, incarna la volontà di dio padre di “condividere in tutto eccetto il peccato”, come la liturgia ci ricorda, e mostra la sua natura umana. Un uomo che stanco si addormenta. E noi h 24 sette su sette: la società, la è da sempre, sfrutta l’uomo, non accetta il riposo, inventa la spesa notturna, inventa la spesa online con tempi di consegna sempre più ridotti. Lo schiavo deve sempre essere in servizio…


Gesù, da servo dell’uomo, si addormenta, dilata i tempi, lascia che le crisi accadano -ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena-; anche in questo ammaestra, quasi fosse una inesorabile necessità: vivere la prova, attraversare la prova, lasciare che la prova riempia ogni spazio vitale tanto che ormai era piena.


Dio non ha paura. Dio nella sua umana debolezza non ha paura: attraversa il mare in tempesta navigando con una barca insicura. Dio non ha paura ma gli interessa la nostra paura, maestro non t’importa che siamo perduti? e nella cura e nell’amore ci fa fare esperienza di fede: urlando al “male” grida taci calmati. Il mare del male è sedato dalla parola di salvezza.


Quanto devo ancora imparare. Quanta strada ancora dovrò camminare, quante strade deve percorrere un uomo, prima che lo si possa chiamare uomo? canta b. dylan; quanti mari dovrò navigare per capire che il male lo potrò sconfiggere attraversandolo e denunciandolo con veemenza e coraggio: anch’io, che mi penso uomo di fede, dovrò urlare, gridare taci!


Quanto ancora, Amico e Amica, dobbiamo urlare contro le diffuse ingiustizie rendendo la pace. Quanto ancora dobbiamo urlare svegliandoci dal torpore della stanchezza culturale, svegliandoci dall’oblio sull’umanità, lo svegliarono e gli dissero non t’importa che siamo perduti?, perché la “pace sia la conquista degli uomini virili” (s. paolo VI), cioè perché tutti noi, uomini e donne di fede, virilmente lottiamo contro il male (uomini di male) che vorrebbe far affondare, far annegare la speranza di giungere all’altra riva.


Attraversare il mare, con i marosi, per approdare nelle rive della diversità, dall’altra parte, dove abita il pensiero diverso, dove abita l’umanità differente, dove sussiste l’altrimenti. Quanto da sempre l’umanità migrante cerca questa possibilità. Quanto invece il potere -vento forte e onde- vorrebbe annientarci condizionandoci con la paura: non lo devi fare, la legge non lo consente, non ti conviene, vedrai poi le conseguenze, non ci sono i fondi le risorse per farlo…


Invece assumendo la mia paura, la mia fragilità, le mie risorse di dignità accolgo l’insegnamento ed il coraggio di gesù, mi sveglio e urlo contro i soprusi. Riconosco di non aver avuto ancora fede abbastanza, non avete ancora fede? e con lui divento umano, governando la lotta al male anche il vento e il mare gli obbediscono. Dico sì alla fede e divento umano. Come dio. Come gesù.



domenica XII - anno B

dmc 20.06.2021

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Un grande profeta è sorto tra noi,

e Dio ha visitato il suo popolo. (Lc 7, 16)

Alleluia.

Vangelo

Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4, 35-41)

In quel tempo, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.

Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».

Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».

E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Parola del Signore











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