SOLECHESORGE

colui che non porta la propria croce

Aggiornamento: 4 set


Sequela che diviene presa della propria croce e che quest’ultima, ricorda santa Edith Stein, è una scienza, e come scienza ha la sua epistemologia, ha le sue regole razionali e logiche, ha le sue sperimentazioni. Una scelta che diviene risposta e che, necessariamente, sarà ponderata, ragionevole, meditata siede prima a calcolare, siede prima a esaminare; la risposta sarà poi “il tuffo” (card. Martini) nella fede alla sequela. Di Cristo: pienezza di ogni speranza.


Il discepolo allora è, costitutivamente, colui/colei che saprà anteporre la spogliazione di sé stesso per essere proprietà di Cristo: mio discepolo.


L’alternativa: o discepoli “servi, non padroni della verità” (Avito di Vienne), perché si perda tutto ciò che si ha per essere vivi, o maestri di tatticismi per ottenere il plauso del successo umano.


L’alternativa è radicale. Le radici le nutre lo Spirito. Concime di umanesimo. Il vangelo: via alla croce “nella speranza nuova” di servire le sfide del presente, ambito di prova del discepolato.



XXIII domenica del tempo ordinario

dmc 04.09.2022


Alleluia, alleluia. Fa' risplendere il tuo volto sul tuo servo

e insegnami i tuoi decreti. (Sal 118 (119), 135) Alleluia.


Vangelo

Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

Dal Vangelo secondo Luca Lc 14,25-33 In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».


Parola del Signore.



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